Wolfgang

Wolfgang

Caratteristiche tecniche

Innanzitutto diciamo subito che Wolfgang è il nome del figlio di Van Halen. Una dedica quindi. Ma vediamo le caratteristiche tecniche.
La cassa in tiglio ospita un top alto 42mm fiammato molto appariscente ma che dona una certa eleganza di fondo. Il peso è piuttosto elevato ma Peavey ha fatto un ottimo lavoro di bilanciamento.
Il manico, con finitura satinata, è in un bellissimo acero figurato con un rinforzo in grafite. La tendenza del manico è ad appiattirsi man mano che si procede verso la paletta. Il primo approccio è positivo. Il manico sembra molto scorrevole e riempie bene la mano. Un'ottima impressione. La regolazione del Truss-rod è alla base del manico e l'inserimento del manico nella cassa sembra ben realizzato. Non si vedono fessure o scostamenti tra i due pezzi, per cui direi che il lavoro, sempre delicato, di unione della cassa al manico è di ottima fattura.
Anche la tastiera è in acero, ma devo dire che i 22 tasti di dimensione media non sembrano rifiniti alla perfezione, soprattutto lungo i bordi.
Bella la paletta di piccole dimensioni e inclinata all'indietro. Genera un aspetto molto tecnico, con la sua verniciatura che riprende lo schema del top e le scritte. Il profilo della paletta, che appare molto curata, è triangolare e con un vertice smussato. Carina.

Hardware

Le meccaniche sono Schaller, 3 + 3. Il ponte è Peavey ma su licenza Floyd Rose e, giusto per ricordare che lo strumento in questione si rifà al mitico Eddie, è dotato di un particolare scordatore per il mi basso che così diventa facilmente un re. Del resto questo è un tratto distintivo della musica di Van Halen che non poteva essere assente. Devo dire, pur non essendo abituato a un discorso del genere, quindi il mio giudizio è molto relativo, che il sistema sembra funzionare a dovere e l'intonazione risulta regolare e molto precisa.
Il ponte è ben fissato alla cassa, addirittura con uno spessore di legno e un ancoraggio a tre molle.
Veniamo ai controlli. Troviamo due potenziometri schermati, per tono e volume e uno switch a tre posizioni sistemato in alto, devo dire in una posizione un po' strana e piuttosto scomoda. Quando la leva è in basso si attiva il pickup al manico, mentre quando è verso l'alto è il turno di quello al ponte. Di solito è al contrario, ma un tratto distintivo di Van Halen è sempre stato la voglia di distinguersi dagli altri! Intorno ai due pickup non è presente la cornice, generalmente in plastica, che vediamo di solito in altre situazioni, ma sono fissati direttamente nel legno.

Sufficientemente versatile

Il distorto è bello diretto, con gli alti che si distinguono a primo acchitto, mentre i medi sono un po' sottotono e meno definiti, ma comunque il timbro è piuttosto caldo e gradevole. La dinamica non sembra delle migliori, mentre invece il sustain è piuttosto valido.
Comunque il suono è ben definito, con i bassi profondi, gli acuti al giusto livello, nè spenti nè troppo squillanti, e i medi che un po' alla volta cominciano a farsi apprezzare. Il legno di qualità risponde bene e produce un suono naturale e con un bel corpo. Forse, anche per questa ragione oltre che per la tastiera decisamente scorrevole, il riff sembra essere il destino naturale di questa Peavey.
Insomma questa chitarra sembra rispecchiare, a grandi linee, la personalità di Van Halen. Certo non è esplosiva e potente come ci si potrebbe aspettare dal nome, ma proprio per questo risulta discretamente versatile ed utilizzabile in più di un contesto.
Provando un po' i puliti la Wolfgang non esalta ma non è nemmeno negata del tutto. Certo, questo non sembra proprio il suo ambito, ma se la può cavare.

Opinione generale

Nell'insieme non è male. Oltre che piuttosto bella da vedere esprime un buon carattere, soprattutto con i distorti, ed è dotata di una discreta flessibilità. Certo, il prezzo è un po' eccessivo! Ma da che mondo è mondo le firme si pagano.

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