Les Paul Studio

Les Paul Studio

L'ultima nata

Diciamo subito che di Les Paul Studio ne esistono versioni anche assai differenti tra loro. Quella che andremo ad analizzare nella nostra recensione è l'ultimo modello certo molto amato dagli appassionati, ma che ha ricevuto, nelle sue ultimissime versioni, anche delle critiche.
Comunque diamo un'occhiata e poi cerchiamo di capire perchè non tutti la amano come altri modelli classici della mitica azienda americana.

Caratteristiche tecniche e specifiche

Il corpo in mogano, un classico ovviamente, monta una bella tavola in acero, molto Vintage e scenografica. ma del resto se c'è un valore aggiunto delle Gibson è l'aspetto, a dir poco affascinante. Il manico in mogano, con il profilo arrotondato stile anni 50, monta una tastiera in palissandro con 22 tasti, ben montati ma non rifiniti nei particolari sui bordi come ci si potrebbe aspettare. Spiccano i classici segnaposto madreperlacei, devo dire, piuttosto anonimi.
E' disponibile anche la tastiera in ebano, ma solo sui modelli nei colori bianco classico e bianco alpino. Mah! Non capisco perchè legare la cosa al colore. Comunque, andiamo avanti.

Pickup ed elettronica

Monta due humbucker, 1 498T e 1 490R. I due poggiano sulla classica mascherina bianca e sono sormontati da due coperchi dall'aspetto molto Vintage. A detta del costruttore i due humbucker riproducono le stesse caratteristiche sonore dei PAF montati sulle Les Paul come Dio comanda, ma con un maggior incremento dei medi. E va beh. Sono le solite cose che dicono le case quando rilasciano un nuovo modello. Comunque poi ne parleremo e vedremo che le cose non stanno esattamante così.
Sempre stando alle dichiarazioni del produttore il 498T, che presenta un magnete Alnico V, rispetto all'Alnico II del PAF, incrementa medi e alti.

Un po' banale e manca la magia

Partiamo subito dalla distorsione prodotta dal 498T al ponte. Buona, piuttosto calda e piacevole e dotata di un buon corpo e di un discreto sustain. Inoltre la potenza mi sembra più che sufficiente, ovviamente stando agli standard della casa americana. Molto validi anche i puliti, soprattutto con il selettore nella posizione centrale. Certo, un po' grossi per i gusti di qualcuno, tra cui il sottoscritto, e anche con un notevole ronzio di fondo, ma piacevolmente morbidi e dotati di un buon attacco, deciso e senza sbavature. Nell'insieme, lo strumento risulta piuttosto flessibile, a dimostrazione della buona qualità dei pickup, dell'elettronica e del progetto generale. Mah....
Veniamo al mah. Se qualcuno si aspetta le sonorità classiche delle Les Paul rimarrà deluso. Mancano sia la dinamica che la spontaneità e certo non parliamo di un suono che si contraddistingue dalla massa, ovviamente delle elettriche di un certo livello. Intendiamoci, funziona, e anche bene, ma manca la magia Gibson, almeno nell'opinione di chi scrive.

Ponte e hardware

Il Tune-O-Matic, stabile e preciso, mentre l'hardware alla paletta, cromato, è Grover Kluson.

Conclusioni e valutazioni sul prezzo

Comoda e leggera. Le rifiniture non sono il massimo della perfezione ed il suono non ha la marcia in più di altri modelli della casa americana, ma è flessibile e gradevole, anche se un po' "pesante" sui puliti.
Compreso nel prezzo, a mio parere un po' altino, ma lo sappiamo, si paga anche il nome, troviamo un bel case.

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