Classic '70s

Classic '70s

La serie

La Stratocaster nasce nel 1954 e, come sappiamo, presenta un notevole numero di variazioni sul tema per caratteristiche tecniche, legni, elettronica e così via. Alcune versioni si sono rivelate successi stratordinari, altre meno, come è ovvio. Fender produce le sue chitarre in vari paesi al mondo e, nell'immaginario collettivo, la qualità di ogni prodotto da questa azienda americana è legata al luogo di produzione. Questo molto spesso è vero, ma non è una regola fissa.
In questa recensione ci occuperemo, infatti, di un modello realizzato in Messico, la Classic 70s. Discreto e con le sue qualità, nell'insieme.

Caratteristiche generali

La serie Classic presenta repliche, o Reissue se volete, degli anni 50 e 60, ma anche una degli anni 70, che è l'oggetto di cui ci andiamo ad occupare. Al corpo in frassino si associano il manico in acero e la tastiera in palissandro. La giunzione del manico al corpo è realizzata con tre viti, soluzione che fa storcere il naso a più di qualcuno, fra chi l'ha provato. Comunque, dal punto di vista tecnico, è ben realizzata.
Il richiamo a quegli anni è evidente fin dalla paletta, veramente di notevoli dimensioni e di cui parleremo successivamente, con meccaniche Schaller. Il ponte è un vibrato realizzato in un unico blocco.

La paletta a dir poco eccessiva

Il battipenna di plastica è bianco ed i pickup hanno magneti tutti alla stessa altezza, con un selettore a cinque posizioni. La costruzione non convince del tutto. Qualche leggera sbavatura è possibile vederla quà e la. Comunque niente di veramente drammatico. La regolazione del truss-rod avviene dalla paletta.
Lascia un po' perplessi la dimensione della paletta, proprio eccessiva. Da un punto di vista estetico, francamente, il risultato è molto brutto, ma qualcuno dice che una dimensione maggiore di questo componente genera un timbro migliore. Ognuno può avere le idee che vuole. A mio parere si tratta di una leggenda.
In effetti non c'è nessuna ragione specifica perchè sia così. A mio parere la vera ragione per cui Fender ha fatto questo palettone è solo come richiamo agli anni 70.

Rifinitura e legno

Il frassino del corpo non è propriamente leggerissimo, anzi, sembra piuttosto pesantuccio, ma questo è un buon segno. Il profilo del manico è eccellente, esattamente come la realizzazione dei tasti, che risultano ben lucidati. Molto bello il legno a vista accoppiato al battipenna bianco.

Pochi medi

Di solito l'acero ed il frassino producono un suono dotato di un buon sustain e, in effetti, anche in questo caso la tradizione sembra rispettata. Il timbro è piuttosto brillante, molto aperto. Perfetto, a mio parere, per il Funky. Se siete alla ricerca di un timbro più caldo, la poca quantità di frequenze medie può lasciarvi perplessi. La distorsione invece, mi sembra un tantino acida e fredda.
Variando i controlli non si ottengono grandi risultati. Il timbro rimane sempre segnato da frequenze alte in evidenza con i medi un po' scarsi. Magari dico una sciocchezza, ma a mio parere è proprio una caratteristica dell'accoppiata frassino/pickup, più che un difetto.

Conclusioni

In conclusione mi sento di dire che questa messicana è abbastanza valida, con alcune caratteristiche nel suono che richiamano molto alle atmosfere Funk degli anni 70, ma se cercate un suono caldo, rotondo e corposo, meglio se girate altrove.

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