Stratocaster American Vintage '62 Reissue

Stratocaster American Vintage '62 Reissue

Una leggenda che continua

La Stratocaster è senza alcun dubbio il prodotto di maggior successo nella storia di Fender. Il primo modello è nato nel 54 ed ancora oggi è la chitarra elettrica più utilizzata al mondo.
Ovviamente negli anni l'azienda a stelle e striscie ha proposto tantissime variazioni sul tema. Diverse serie e versioni più o meno costose, a seconda dei legni utilizzati, dell'hardware e, ovviamente, del luogo di produzione. Oltre a questo sono state realizzate anche versioni ipercostose, e continua a farlo, come le Custom Shop o versioni più economiche, ma spesso e volentieri anche di ottimo valore, come le Squier, in genere di fabbricazione giapponese. Ma una delle serie da sempre più amate dagli appassionati è sicuramente la American Vintage.
Il modello di cui ci occupiamo oggi, nella nostra recensione, è la '62 in versione Reissue. Uno strumento che ha fatto la storia. Vediamo come se la cava questa nuova versione. Il nome è altisonante ed essere all'altezza di un nome così famoso non è cosa semplice.

Corpo e battipenna

Il corpo può essere in ontano, come nelle versioni più apprezzate, oppure, in genere in quelle con finiture bionde, in frassino leggero.
L'oggetto della nostra prova è quello raffigurato nell'immagine accanto alla scheda. Battipenna bianco e verniciatura bianca perlata, di ottima fattura. Il look risulta veramente molto gradevole e affascinante. Senza alcun dubbio il bianco perlato le dona una notevole eleganza. Proprio bella.
Il peso risulta intorno ai tre chili e mezzo. Nella media certo, l'ontano è un legno piuttosto pesantuccio, ma questo impone un certo carico a cui bisogna abituarsi un po'. Insomma non si può certo definire leggera e confortevole! Ma ci si fa l'abitudine..

Finiture e colori

Tutte le verniciature sono alla nitrocellulosa. 5 colori disponibili: Nero, Sunburst 3 colori, Verde, Bianco perlato, Turchese oceano.
E' rifinita e lavorata molto bene. Non si vedono imperfezioni importanti nell'assemblaggio o nella verniciatura. Personalmente ho trovato questa Reissue, nel lavoro di assemblaggio e rifinitura, assolutamente impeccabile.

Tastiera e manico

Il manico, comodo e scorrevole, è realizzato con un blocco unico di acero. La tastiera è in palissandro, che sembra di buona qualità. Comunque le dita scivolano sui 21 tasti Vintage con una certa facilità.
Ottima la regolazione, già nel set up iniziale dell'altezza delle corde sulla tastiera, ma quì ovviamente siamo nel campo delle interpretazioni personali. De gustibus, dicevano i nostri antichi! Comunque la dimensione dei tasti rende la tastiera utilizzabile un po' in tutti i contesti possibili. Non credo che ci possano essere problemi a passare con fluidità da un accordo ad un assolo e viceversa. Ottima anche l'intonazione, fin dal primo approccio. Molto bene

Ponte

Un classico Original Vintage con tremolo sincronizzato a due punti di appoggio, lo conosciamo, stabile e preciso.
Anche l'assetto, compreso il vibrato, mi sembra molto valido. Insomma, sembra che Fender ci tenga molto a fare una bella figura con questa Reissue, che del resto non è propriamente economica!
La leva, a braccio alto, presenta la caratteristica angolazione degli anni 60.

Elettronica

L'operazione Reissue non poteva che passare dai pickup e propriamente da 3 nuovi American Vintage che, a detta dell'azienda, non sono altro che la replica di un set originale dei primi anni 60. La ragione di questa scelta, sempre secondo il costruttore americano, è stata dettata, più che da valutazioni storiche, dal suono molto equilibrato che riescono a produrre, almeno nelle intenzioni del costruttore perchè come vedremo, a mio parere, il suono è piuttosto scuro e melodioso. Molto bello intendiamoci, ma con una forte connotazione timbrica in questa direzione.
La leva è a tre posizioni, ma con lo strumento viene venduto anche un kit che permette di montare facilmente, grazie ad una predisposizione, la leva a 5 posizioni. I controlli sono i tre classici controlli: master volume e due controlli di tono.
Le meccaniche, cromate, sono Fender/Gotoh, anche queste in versione Vintage.

No a paragoni esagerati, ma è valida

Diciamolo subito. Fare paragoni con modelli passati alla storia è un po' dura, ma questa Reissue si fa valere, eccome! Bastano poche note e il suono caldo e ricco di armoniche, con i bassi compatti e profondi e una gamma medio-alta piacevolmente melodiosa, ti ha già conquistato.
Il timbro pulito risulta molto rotondo e gradevolmente scuro. Forse un piccolo appunto si può fare sull'attacco, un po' troppo morbido, troppo soft. Insomma con poca dinamica. Soprattutto nei pickup centrale e al manico.
Con la distorsione le cose cambiano un po'. Un eccesso di medi, già di per se piuttosto melodiosi, e i bassi abbastanza invadenti, possono rendere il timbro un po' cupo, anche leggermente rimbombante, ma giocando un po' con i controlli e le posizioni del selettore si riesce ad ottenere un suono un po' più aperto e cristallino.
Insomma, molto valida nei puliti, soprattutto arpeggi, ma in distorsione può lasciare perplessi, se si cerca qualcosa più aperta e brillante. Dipende ovviamente dal gusto di ognuno e poi il tutto è volutamente non equalizzato con i controlli sull'amplificatore, un Fender Twin in questo caso, e senza nessun pedale. Ovviamente in un contesto più completo le cose non possono che migliorare anche con la distorsione, che comunque appare fin dall'inizio adatta, a mio parere, soprattutto al Blues.
Comunque la pasta sonora è di notevole qualità, questo non si discute. Il punto di partenza quindi è di ottimo livello. Certo, se vi serve una chitarra per il Metal girate al largo ! :)

Accessori

Questa Strato viene venduta con una custodia rettangolare e una serie di accessori. Un cavo e, come ho detto all'inizio della recensione, un selettore aggiuntivo a cinque posizioni. Inoltre la '62 include anche un coperchio per il ponte e il libretto di istruzioni.

Considerazioni finali

Senza dubbio ottima la qualità costruttiva. Perfetto l'assemblaggio, così come la verniciatura e tutte le rifiniture in genere. Bellissimi i colori disponibili. Affascinanti e molto Vintage. Bellissimi e coinvolgenti i puliti, già così a primo acchitto. Per quanto riguarda la distorsione, così, cruda, l'American Vintage '62 può gestire un bel Blues, magari uno di quelli strappalacrime, dato il carattere melodioso e il timbro leggermente scuro che la caratterizza. Per il resto bisogna arricchire un po' il tutto con un buon pedale, magari con un controllo di tono piuttosto efficace per aprire un po' lo spettro sonoro, tendenzialmente forse troppo cupo e chiuso.
Nell'insieme, comunque, uno strumento veramente molto valido e che vale la spesa che chiede, su questo non si discute. Certamente, non può deludere. Se poi la si trova usata, in buone condizioni, naturalmente, allora può essere veramente un affare.

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